C'è chi ama prendersela comoda e non fare le cose di corsa, ma anche quelle persone hanno i loro limiti e diciamo che stare due mesi in Francia, a una quarantina di minuti dalla capitale, senza nemmeno mai visitarla è un po' oltre qui limiti.
Ma ormai ho rimediato, e allontanandomi per un momento dal capo con le grandi orecchie ho messo piede nella ville lumière, per la prima e non senz'altro ultima volta.
Certo, non è stata una giornata intera ma piuttosto una singola serata inizialmente, ma almeno ho avuto come dire il mio battesimo parigino, cominciando come era ovvio da quell'ammasso metallico che è praticamente il simbolo di tutta la Francia, la Torre (o Tour se volete fare i francesini chic) Eiffel!
E la prima volta è stata memorabile, o almeno la prima volta... ufficiosa, diciamo. Su consiglio di grandi esperti veterani della capitale, la prima volta la Torre Eiffel va vista scendendo da Trocadero. Ma ahimè, il viaggio in metro da una parte ha un po' rovinato il primo impatto, dall'altro ha offerto comunque un momento memorabile - nulla di grave o terribile, semplicemente un "WOAH" improvviso.
Persi in chiacchiere, senza nemmeno pensare a dove fossimo di preciso, di improvviso si nota un riflesso sui finestrini della parte sinistra del vagone. Un riflesso di luci, enorme, con una forma famigliare... con un sussulto, ci si volta dalla parte opposta e oltre i finestrini, in fondo, in lontananza, si ha un primo scorcio del monumento, prima che la metro si tuffi nuovamente nel sottosuolo.
Ma no, no e no! Questa narrazione impersonale sta a sottolineare che quella non è stata affatto la prima volta, che non conta, che... pazienza!
È da Trocadèro che conta, lì da dove esci dalla metro e ti ritrovi chissà dove, con un palazzo sulla sinistra e nulla di interessante nei paraggi. Ma cammini un po', e un varco si apre sulla tua sinistra, e come per magia eccola apparire là in fondo, illuminata di migliaia di piccole luci, con un faro che scruta i cieli nella notte parigina.
E ci siamo, a Parigi, di fronte alla Torre Eiffel, con una classica crèpe alla Nutella.
Prima volta, non ultima. A seguire in un giorno successivo Notre Dame, giardini, archi, e tante altre piccole grandi cose che sono solo uno scorcio di quel che Parigi può offrire.






0 commenti:
Posta un commento