C'era una volta: Orlando

Durò appena un anno, ma fu l'inizio di tutto.

Ed ora: Disneyland Paris!

Proiettato verso il futuro, indeterminatamente!

domenica 30 novembre 2014

Fuck the Kiosk

Il chiosco è finito.
Grazie all'arrivo di nuove provvidenziali vittime (delle quali una si è già auto-terminata per la disperazione, ma le persone che ci sono bastano e avanzano) sono finalmente al lavoro dentro al ristorante.
SONO BUSSER.


Che devo fare?
Dunque, il ristorante è diviso in molteplici stazioni. Ognuna ha un tot di tavoli più o meno grandi. Ogni busser ha una o due stazioni da gestire: i compiti sono principalmente apparecchiare, sparecchiare e pulire i tavoli; riempire i bicchieri vuoti nel caso i clienti prendano la sempre benedetta tap water gratuita; portare pane e olio appena si siede. Eventualmente compito dei busser è anche controllare che l'armadietto con bicchieri, piattini, posate e tutto sia sempre pieno di roba, così come le brocche d'acqua siano sempre piene.
Ogni tanto può capitare un turno diverso: c'è lo stocker, poveraccio, che per nove ore al dì asciuga posate. E basta. E poi c'è il pane: principalmente taglia il pane e mette le olive e l'olio nei piattini, fa thé e caffè, dà una pulita nei dintorni...
Insomma, le cose da fare non mancano. È pesante, certo, ma il tempo vola rispetto al chiosco.
Anche considerato che in tre giorni con le mance dei camerieri (loro prendono tutto, poi dividono) ho preso quanto una settimana la chiosco.

Che bella cosa.

martedì 18 novembre 2014

Natale fuori stagione

La vita da Cast Member può essere dura, a volte, ma ci sono anche vantaggi. Come lo sconto per il Mickey's Very Merry Christmas Party.


Sì, a novembre è indubbiamente un po' fuori stagione ma bisognava approfittarne!
Come si potrebbe, infatti, rinunciare a vedere una maggggica nevicata sopra Main Street, fitta fitta? Certo, vedere cadere fiocchi bianchi mentre tutto intorno la gente è in maniche corte fa un effetto strano, ma è bello comunque.
Poco più in là, sotto il castello, due simpatici spettacoli si alternano. Il primo vede protagonisti Topolino, Paperino, Pippo e soci più classici dilettarsi in una rapida suite dello Schiaccianoci, insieme a renne, soldatini e altri svariati esseri assortiti.
A seguire, il breve spettacolo di Frozen per cui ovviamente la gente impazzisce. Ci sono Olaf, c'è Anna, c'è Kristoff, c'è Elsa che fa ghiacciare il castello. Carino, in fondo. L'effetto sul castello è bello.
Dopodiché, la lunghissima parata natalizia. Lunga lunga lunga, anche se i primi tre o quattro carri sono tutti su Frozen. Un carro va bene, ma tre carri è troppo eccessivo, suvvia. Sìsì, sono criticone.
Il resto della parata è stato tanto bello, potenzialmente anche più rispetto a quella di Halloween.
Fra principesse e personaggi vari in salsa natalizia, il vero top è stato il piccolo esercito di soldatini schiaccianoci che suonavano sul serio i propri strumenti (che essi fossero trombe, tamburi o quant'altro). In chiusura, il buon vecchio Babbo Natale che tutto vede e tutto sa.
Per quanto riguarda i fuochi, anche quelli natalizi sono efficaci e wowosi, ma quelli di Halloween ai tempi ebbero un impatto decisamente maggiore.
Ed infine, i personaggi in giro per il parco. Meno che ad Halloween, ed ovviamente nessun cattivo, sigh sigh.
Oltre all'ovvio Babbo Natale, nelle sue vesti c'era anche Jack Skeletron ma la fila abnorme ha fatto sì che ci dovessimo accontentare solo della sua foto in versione classica. Perlomeno abbiamo Pippo vestito da Babbo Natale.
Ma soprattutto abbiamo egli, il vero simbolo del Natale, colui che in giro per i parchi non si vede mai né mai si vedrà. Paperon de' Paperoni.
Il buon vecchio Scrooge è stato la conferma che anche per questo party ne è valsa ampiamene la pena.
Merry Christmas!

p.s. Certo, ne valeva la pena anche per i biscotti e la cioccolata calda che davano gratuitamente in giro per il parco. Ma Zio Paperone è Zio Paperone.


domenica 2 novembre 2014

Un po' di aneddoti random

Il primo giorno off della settimana appena iniziata non è stato trascorso in un parco.
Ebbene sì, per una volta ho fatto qualcosa di diverso. C'era altra gente simpatica off, sono stato invitato, quindi perché no?
Ma era un centro commerciale.
Ero con cinque donne.
E io non sono un tipo da shopping.
Ciononostante, è stata una giornata discreta. Peccato aver perso il pullman di ritorno e aver dovuto chiamare un taxi.
Questo taxi, peraltro, è leggendario in zona: Kojak, il taxi con il karaoke. Come ho fatto a passare due mesi senza prenderlo mai non lo so.
Comunque, il Millennia Mall in cui siamo stati è grande e pieno di roba che non mi interessa, ma la Cheesecake Factory è una buona cosa. Non amo il formaggio, non amo i Cheesecake, ma quella che ho preso io aveva più cioccolato che qualsiasi altra cosa.


Mentre ieri, dopo il lavoro, io e un'altra persona siamo andati di nuovo al Magic Kingdom.
Ad un certo punto della serata, poco dopo i fuochi, notiamo del fumo in lontananza. Non ci facciamo particolarmente caso, ci domandiamo giusto un secondo cosa sia e poi torniamo ai nostri affari.
Tornati a casa scopriamo che era un incendio. Qualche scarica dei fuochi ha mandato a fuoco il coaster dei Sette Nani. Nessun ferito, nessun danno, però caspita.
Ora voglio delle magliette con la foto dell'incendio e la scritta IO C'ERO.

Devo stare attento a non lamentarmi troppo a casa. Un ragazzo che lavora in pizzeria si è lamentato con sua zia del trattamento riservatogli. La signora, essendo americana, ha preso molto a cuore la cosa: ha mandato una lettera incazzatissima alla Disney, e in qualche modo la cosa è arrivata ai manager che hanno fatto un bel cazziatone a tutti.
L'epilogo di questa storia, dopo qualche passaggio che non è chiaro a nessuno, è che il ragazzo in questione si è auto-terminato. 

Sempre con aneddoti legati al Magic Kingdom, come non citare quello che ha originato uno dei tormentoni più utilizzati da me e la persona sopra citata?
Uno dei primi giorni al parco abbiamo assistito all'attrazione-spettacolo dedicata a Monsters & Co. Ad un certo punto, uno dei mostri chiede al pubblico il proprio paese di provenienza.
Si sa, in genere questi momenti causano imbarazzo e risposte a bassa voce. Un mormorio incontrollato in cui non si capisce niente, insomma. Anche in quel caso fu così.
Ma loro no.
Loro furono migliori.
Loro furono esemplari.
Urlarono AUSTRALIAAAAH con un tale entusiasmo che per un momento diventammo tutti australiani.

E da allora, un po' di Austalia vive dentro di noi.