mercoledì 3 settembre 2014

Il Cominciamento

2 settembre.
Alla fine il gran giorno è arrivato, dopo mesi di attesa, mesi di preparazione. C'era ansia, c'era preoccupazione, ma né io né nessun altro potevano dirsi veramente pronti.
La giornata inizia all'insegna degli arrivederci: il piccolo Lucky forse non avrà capito nulla di quanto stava accadendo, ma sicuramente il mio volto rigato dalle lacrime mentre uscivo di casa deve avergli fatto sospettare qualcosa.
Il viaggio per Malpensa, più breve di quanto pensassi, è stato breve e malinconico. Troppe le cosa da dire, troppo poco il tempo.
Corse in aeroporto da un capo all'altro dell'enorme area per trovare lo sportello giusto in cui fare il check-in. Sembra esserci qualche problema, ma è superato facilmente e pochi minuto dopo sono di nuovo con i parenti.
Genitori, due di tre fratelli (il solito asociale si è fatto valere anche stavolta), con aggiunti gli zii e la tenebrosa cugina Giulia. Una rapida colazione offerta dai prodotti di qualità del Mc, e il momento giunge.
“Solo passeggeri”. Due singole parole, un grande significato. Da quel momento in poi, sono da solo. Il momento di separarsi, il momento dei saluti, ma chi poteva dirsi veramente pronto?
C'è chi piange, c'è chi ride, chi festeggia silenziosamente progettando di ascoltare musica a palla tutto il giorno o di appropriarsi indebitamente della mia camera.
Controlli infiniti, ma alla fine si decolla.
Sulla strada qualche volto e nome noto viene riconosciuto, e le prime ore di volo passano in chiacchiere leggere in allegria.
Meno allegro è stato scoprire che le nostre grandi aspettative del volo sono state disilluse: posti picccoli e stretti, niente schermo sui sedili a parte una televisione scrausa in comune sul soffitto. Come se non bastasse, l'attacco delle cuffie non funzionava, così non ho potuto vedere né The Amazing Spiderman 2 né i magnifici programmi americani che ci han proposto.
In ogni caso abbiamo sperimentato già un assaggio di montagne russe: le turbolenze ci hanno accompagnato per tutto il cammino. L'avvertimento di allacciare le cinture dopo un po' è divenato abbastanza insopportabile.
Lo scalo a Miami è andato meglio: abbiamo affrontato una serie di rigidissimi controlli – al punto da rasentare il ridicolo – e alla fine abbiam girato un po' qui e lì.
Un cappuccino e un biscottone cioccolatoso da Starbucks sono stati il mio modo per inaugurare la mia permanenza americana!
L'aereo per Orlando era migliore, anche se in meno di un'ora di volo ho potuto apprezzarlo poco.
Finalmente atterriamo!
Ci angosciamo per i nostri bagagli. Non arrivano.
Troviamo due ragazze partite da Roma. I loro bagagli sono andati perduti.
Arrivano i nostri. Gioiamo.
Prendiamo un taxi! Ma sì, la navetta costa troppo.
Arriviamo al residence dove ci smisteranno.
Sono a Vista Way. Disperazione.
L'appartamento è peggio di quanto pensassi. Orrore.
Temo di aver portato troppa poca roba. Preoccupazione.
Scopro che l'ingresso ai parchi non ci sarà consentito prima di sabato. Tragedia!

Eh sì, la prima nottata è stata un po' tragica.
Ma con un po' di spirito d'adattamento, spero che questo si riveli veramente l'anno migliore della mia vita. Mi attende una lunga settimana di meeting e lavaggi del cervello stile Disney, dopodiché sarò al 100% pronto a lanciarmi nel mitico Sunshine State.


Welcome to Florida!


2 commenti:

  1. È tutto così magnifico e terribile al tempo stesso...sublime.
    Ce la farai.

    L'Oracolo

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  2. Facciamo il tifo per te!
    E che questa magica avventura abbia finalmente inizio.

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