mercoledì 16 luglio 2014

Il ragazzo che aprì un blog


Tutto iniziò con un topo una busta.
Sapevo che sarebbe arrivata, l'aspettavo con ansia. Cominciavo a temere si fossero dimenticati di me.
Finalmente, ieri mattina, eccola! Così piccola, così inutile, così fondamentale.
Non perdo ulteriore tempo: subito la apro e ne esamino il prezioso contenuto. Una carta sim valida per Canada ed Usa, che probabilmente non verrà mai usata, e un sacco di fogli e documenti vari. Ehi, mi arriveranno altri documenti per il colloquio in ambasciata! Ah, il volo è già prenotato! Oh, allora sono queste le scarpe che devo prendere!
Sì, in sostanza il cosiddetto Disney Pack è inutile ma fondamentale. Da qui comincia il percorso finale, il percorso che giunto alla sua fine porterà all'inizio dell'esperienza di vita.
Perché è questo che è un anno in Florida: non è solo lavoro, non è solo parchi, non è solo cazzeggio, ansia, gioia, timori. È di più. Passare un anno in Florida, a Disneyworld o meno, stare per 12 e passa mesi in USA significa vivere veramente per quel lasso di tempo. È un periodo che va valorizzato, apprezzato, gustato in ogni suo secondo.
Qualcosa da non sprecare.
Qualcosa da non sottovalutare.
Qualcosa da non dimenticare.
Ed è quest'ultimo punto, in particolare, che mi porta ad aprire il secondo capitolo di questo post inaugurale.

Ritengo i ricordi un bene prezioso: non sempre riusciamo a portarli tutti con noi, a volte hanno bisogno di cose come foto, souvenir, o collegamenti più astratti per essere attivati. Rimangono lì, fra le pieghe della memoria, e talvolta rischiano di sparire. L'esperienza in Florida deve essere memorabile: si può fare una lista di tutte le attività, i viaggi o quant'altro si vorrebbe fare, ma il punto focale che deve essere raggiunto è questo. Queste riflessioni mi hanno portato alla decisione di creare questo blog, questa sorta di diario.
Volevo che qualcosa rimanesse impresso: qualcosa dove imprimere ricordi, dove sfogare emozioni, dove raccontare al vento le mie giornate. Perché sì, non mi importa di avere lettori o meno, questo blog è prima di tutto una cosa personale. Non privata, solo che bastano solo la sua esistenza e la possibilità, una volta che tutto sarà finito, di tornare a riviverla tramite le parole, a soddisfarmi.
E non è escluso che continui a sfruttarlo anche per esperienze future. Perché per la prima volta, grazie alla prospettiva dell'anno ad Orlando, mi rendo seriamente conto che la vita va vissuta.

Andrea.

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