giovedì 14 agosto 2014

Metà alla meta

Siamo a metà agosto. Non serve essere un genio in matematica (e credetemi, non lo sono) per rendersi conto che, siccome metà mese è andata, manca ancora metà alla sua fine. E di conseguenza manca metà mese alla mia partenza!
Proprio oggi ho svolto l'ultimo passo (si spera) di questo lungo percorso: il colloquio all'ambasciata americana per ottenere il visto.
La mia avventura, tuttavia, è cominciata ieri. Giunto a Milano, mi sono ricordato che ancora dovevo fare la fototessera, uno dei millemila documenti necessari al colloquio. Una rapida ricerca alla Stazione Centrale mi ha portato ad un angolino buio e seminascosto, dove due macchinette mi aspettavano sorridenti.
Una delle due sembrava essere in cattivo stato, tanto che lo schermo esterno (dove sono elencate le fotografie effettuabili) lampeggiava come una luce stroboscopica. Non provate a dirlo ad alta voce, vi ingarbugliereste la lingua.
Entro quindi nella macchinetta più in forma, inserisco tutto pimpante i miei dieci euro, faccio la foto, aspetto il resto... aspetto il resto... aspetto il resto...
Ora, mente leggete la prossima frase, immaginate un tipico motivetto da colpo di scena che si può sentire durante un film o un telefilm: "La macchina non dà resto".
Così, con un nuovo immaginario bollino sull'altrettanto immaginaria Patente del Pirla, mi sono avviato verso casa dei miei zii.

La sera è stata carica d'ansia, sia per me che per le due future colleghe con cui avevo appuntamento il giorno dopo: tutti eravamo preoccupati di non avere qualche documento in regola, o di aver letteralmente dimenticato qualcosa. Per fortuna alla fine tutto è andato per il meglio.
Arrivati tutti e tre con larghissimo anticipo, abbiamo perso tempo a fare colazione dando così il tempo alla fila di formarsi davanti all'ambasciata.
Passati controlli di sicurezza, metal detector, telefonini spenti e tutte le altre simpatiche menate per la sicurezza, finalmente - dopo un'estenuante attesa  - è giunto il momento per il colloquio.
Ah no prima ci ritirano i documenti e ci dicono che ci richiameranno dopo qualche minuto
Ok, ora finalmente è giunto il momento per il colloquio!
Ah no prima ci prendono le impronte digitali e ci dicono che ci richiameranno dopo qualche minuto.
Ah ops il sistema ha problemi.
Ah ok funziona.
E finalmente arriva - stavolta per davvero - il momento del colloquio!
E tutta l'ansia appare immotivata, illogica: due domandine in croce (in italiano peraltro) su cosa faremo lì, cosa faremo al ritorno in Italia, e la sorridente signorina allo sportello ci informa che il visto è stato approvato e lo riceveremo a breve.
O almeno, si spera!





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