martedì 24 marzo 2015

BEDBUGS!


Si annidano nei letti.
Lavorano di notte.
Succhiano tutto il sangue che riescono.
Sono una delle più grandi maledizioni da cui l'America è afflitta: le bedbugs, o cimici dei letti, o maledetti esserini che rompono solo le palle.
Nessuno è al sicuro: potete beccarle in albergo mentre siete in vacanza, magari lasciate da qualche turista precedente o magari abbastanza autonome da aver prenotato la camera per conto loro. Oppure potete beccarle in casa. La mia esperienza americana non sarebbe stata completa senza questi simpatici esserini.
Probabilmente era da un po' di mesi che offrivo loro un buffet a base di sangue, considerato che segni di punture assortite e prurito non mancavano qui e lì sulle gambe. Ma inizialmente, non abituato a questo genere di bestioline, non ci avevo fatto caso. Magari potevano essere zanzare, magari me ne fregavo, magari sottovalutavo il problema.
Poi una di loro si è palesata: forse in ricognizione sul muro, forse dispersa. In realtà importa poco, perché le sue colleghe non l'hanno mai più rivista e forse la stanno ancora aspettando. Grazie a questa martire abbiamo potuto avvertire l'housing e dopo una prima visita di ricognizione da parte di.. boh, un tizio che ha pure dimenticato il telefono in casa ed è tornato mezz'ora dopo a recuperarlo, si è dato inizio alla preparazione.
Tutti i vestiti, coperte, cuscini, cappelli, roba di stoffa e simili è dovuto essere impacchettato e riposto su tavoli, comodini, sedie. Nulla andava sul pavimento. Le camere da letto dovevano essere completamente sgombre, solo il letto e le cassettiere andavano lasciate al loro posto.
E così tutto l'appartamento si è dato da fare a seguire meticolosamente queste istruzioni, fatta eccezione per Jacob il Ciccione che Non Parla che ha preferito mettere tutta la roba in valigia. Si vede che andava direttamente a dormire in hotel.
Non è mancata nemmeno una telefonata da Benito in persona, che chissà come sapeva già tutto. Siamo stati avvisati che non ci avrebbe fatto entrare a lavoro se non avessimo cambiato tutte le divise.
E così, dopo una mattinata passata fuori casa (ma fortunatamente trovando qualcuno che mi ospitasse) e una serata di duro lavoro, si torna a casa ed arriva la parte peggiore.
Le lavatrici.
Ora, immaginate di dover lavare tutti gli indumenti, coperte, roba di stoffa, eccetera che avete in casa. Ecco. Due o tre ore di lavaggio, lavaggio e ancora lavaggio e asciugatura. Cosa che i due altri coinquilini dal Marocco e dall'America hanno mancato di fare, ma questa è un'altra storia.
Finalmente la cucina, sgombra di tutti i sacchi di plastica pieni di roba, tornava a brillare.
Ed ecco che notiamo qualcosa. Lì, sulla mensola, un foglio piegato ci avvisa che dobbiamo cambiare le chiavi il giorno dopo perché uno dei nostri coinquilini se ne è andato.
A quanto pare Jacob non andava a dormire in hotel. E nessuno ha saputo niente fino all'ultimo. Anzi, fin dall'inizio nessuno ha saputo nulla sul misterioso, taciturno e colossale Jacob, il Ciccione che non Parlava.

1 commenti:

  1. Oddio checccchifoooo!
    Non ti stai facendo,mancare nessuna avventura, eh? Ahahahahaah

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