Tante sono le nuove esperienze che la Florida pone davanti ai suoi esploratori. Alcune sono più grandi, altre sono più piccole, ma tutte hanno
uguale importanza.
Si può parlare di esperienze lavorative, esperienze di vita o di viaggi. Non necessariamente lunghe disavventure per chilometri e chilometri, anche
un semplice viaggio al mare può essere considerato come nuova esperienza. Per uno come me, che al mare ci è andato tipo mezza volta da piccolo
senza nemmeno entrarci, sicuramente lo è.
E così si pare al mattino, alla volta di Naples sul golfo del Messico. Sono tre ore di macchina, ma l'America è la terra dei road trip, delle grandi
distanze e la cosa di certo non ci frena. Non abbiamo nemmeno un navigatore, i nostri mezzi sono poveri: le carte stampate da Google Maps con le
indicazioni stradali, ma sono state sufficienti per poterci arrivare senza problemi.
Arriviamo e si parcheggia al primo posto che troviamo. Qualcuno deve andare in bagno, il problema è dove. Entriamo in un locale a caso, qualcuno
prende qualcosa e siamo a posto. Casualmente siamo proprio di fronte ad una gelateria, e ad un gelato non si dice mai di no.
E così si entra. Gusti strani, come lavanda e gelati vegani, ci si parano davanti. La signora, apparentemente tedesca, chiacchiera con noi. Simpatica,
gentile, il gelato è buono. C'è chi l'ha adorato, benedicendo questa casuale fermata di fronte alla gelateria.
Dopo una sosta ad un ATM per depositare un po' di soldi (il bancomat più rumoroso di tutta l'America, l'intera città probabilmente sapeva che
qualcuno stava depositando visto il BIP che faceva ogni tasto appena premuto) ci avviamo.
Una ricca città, con villone e case di gente con soldi, ci accompagna finché non arriviamo alla grande distesa di sabbia e acqua che a molti
piace definire mare.
E qui non rimane molto altro da fare.
Ci si stende, con un po' di sole ad abbrustolirci.
Ci si bagna, con qualche mezza lezione di nuoto.
E poi si cammina sul bagnasciuga, si raccolgono conchiglie, si arriva ad un molo dove ci sono i pescatori.
C'è pure un chioschetto che vende delle banane congelate dai gusti diversi, che tuttavia non sono un granché.
E passeggiando su e giù per il molo all'improvviso accade. In un battito di ciglia, inaspettato, appare.
Qualcuno indica.
Qualcuno grida.
Nessuno se lo è immaginato, è veramente lì.
"Un delfino!".
Circondati da pellicani, questi simpatici mammiferi nuotano avanti e indietro rubando i pesci ai pescatori, banchettando con le budella rigettate in
mare, lottando con gli altri uccelli che tentano di fregare la loro manna dal cielo.
E si torna indietro, all'altro capo della spiaggia.
Ci si rilassa ancora un po'.
Nulla rovina la giornata, neanche il fatto che abbia perso la maglietta in spiaggia e abbia dovuto rifarmela avanti e indietro due volte per
ritrovarla. Un genio dei nostri tempi.
E la giornata si conclude in spiaggia, con il sole che scompare e riapparirà in Italia dopo quattro ore.
Tutto si tinge di arancione, e l'esperienza di un silenzioso bagno al tramonto non si nega a nessuno. In silenzio, cullati dalle onde, ad
ammirare il giorno che scompare.
E dopo una rapida cena serviti da una cameriera più che svampita, è il momento di tornare a casa.
Se la macchina partisse.
Un passante ci aiuta a capire quale fosse il problema con questi enigmatici cambi automatici, e si parte. Abbiamo ancora le mappe di Google Maps
per l'andata, che seguiamo al contrario.
Ultima tappa è un'area di riposo dove ci fermiamo per prendere qualcsoa da bere ai distributori automatici. Buio, silenzio, luci traballanti.
La classica atmosfera da film horror, aiutata anche da un signore che improvvisamente sbuca da dietro l'angolo. Non lo guardiamo, prendiamo in
fretta le nostre bibite e si torna in macchina verso casa, lasciandoci la giornata alle spalle.
Chilometri dietro di noi, il mare rimane dov'è, a cullare la città con il silenzioso fruscio delle onde.
E chissà, forse qualche solitaria tartaruga esce per deporre le sue uova sulla spiaggia.
E quello che i piccoli neonati proveranno alla nascita, trovandosi di fronte quell'immensa distesa d'acqua, si può solo immaginare.
mercoledì 13 maggio 2015
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Questo post è poesia! Sembra di essere lì... E hai visto pure i delfini
RispondiEliminaQuante avventure meravigliose stai vivendo amico!!!