Riesco raramente a stare tranquillo. In
particolare prima di un qualche viaggio o impegno importante (sebbene
il massimo a cui posso ambire attualmente è l'autobus verso Milano)
l'ansia inizia a ribollire dentro di me, con effetti dei più
svariati. Di tanto in tanto si manifesta nei sogni: e così il mio io
notturno perde il pullman e rimane a casa, con le mani in tasca.
Manca ancora un mese o poco più alla
partenza, eppure stanotte l'ansia pre-viaggio mi ha fatto uno dei
suoi soliti scherzi. E questa volta si è impegnata di brutto.
Non ho perso l'aereo: sono arrivato a
Orlando sano e salvo, ma una volta lì ho scoperto la terribile
verità. Non avevo i documenti! Per fortuna, cercandoli, li ho
trovati buttati via a caso in una valigia. Le mie ricerche mi hanno
però portato di fronte ad un'altra sconcertante verità: Lucky era
con me.
Il mio tenero piccolo cagnolino in
qualche modo si era infilato in una delle valigie, o vi era stato
infilato da qualcuno! Mi assale il panico, mentre ci spiegano quello
che ci attende. Lucky è agitato, si guarda intorno, va contro le
persone, abbaia ai cavalli (non ho la minima idea del motivo di
questa presenza equina).
Dato che ci è stato categoricamente
vietato di portare animali di ogni genere, mi accingo a trovare un
modo per rispedire Lucky a casa. Evidentemente nei sogni sono un
mostro, perché vado ad una sorta di bancarella postale, come se
l'animaletto fosse un pacco qualunque. Naturalmente in seguito cambio
idea, anche perché mi viene riferito che l'addetto con cui ho
parlato era una persona poco affidabile. Ah, dimenticavo: per qualche
motivo il suddetto personaggio era un giovane Bill Murray. Sono
tuttora molto perplesso.
Continuo la ricerca, mentre il lavoro
ed il training iniziano. In modo alquanto strano, direi: su un grosso
cartellone erano segnati tutti i nostri ruoli, giorno dopo giorno.
Robe tipo “Cattivi” o “Fiabe”, roba completamente assurda. A
me, per tutta la settimana, toccava “Fiabe”. Viene fuori che si
tratta di stare in compagnia di una vecchia a verificare quali libri
siano appropriati dai bambini e quali no. E mi fa un esempio: il
libro che ha in mano non è adatto perché... edito da Greenpeace!
Aspetta, cosa?
Intanto Lucky aspettava ancora di
andare a casa. Una corsa disperata in autostrada, contromano e a
piedi, e finalmente trovo un buon samaritano che si offre di portarlo
a casa. Dopo una breve discussione (in cui il figlio del tizio,
seduto sul sedile posteriore dell'auto), gli lascio Lucky dicendogli
di fare attenzione. Mi dice di non preoccuparmi e, dopo qualche
problema nel chiudere la portiera, finalmente parte.
E si alza in volo.
Con le portiere come ali.
Dopodiché mi sono svegliato, il che
non è necessariamente un male.






Il mondo di Disney e Harry Potter si incontrano.
RispondiEliminaLucky torna a casa.
E tu puoi tornare ai libri di Greenpeace, che, ricordiamo bene, non sono adatti ai più piccoli.